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Uscire dal petrolio è possibile! Lo strano caso de "Il Rapporto 41"

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Qualche anno fa, mi sembra 4 o 5 anni fa, assiduo telespettatore delle inchieste di Maurizio Torrealta di RaiNews24, mi imbattei in un servizio interessantissimo che trattava della possibilità di ovviare alla dipendenza dell'economia mondiale dalle fonti fossili ed in particolar modo dal petrolio!

Già allora quell'articolo ed il video che lo accompagnava mi fecero frullare in testa tanti di quei dubbi sulle reali possibilitàdi questa "terza via" energetica, mai fino ad allora esplorata dalla scienza e soprattutto sulla sua reale possibilità di applicazione e di realizzazione all'alba del terzo millennio.

Era tanta la mia curiosità, che ho più volte scritto al giornalista Rai per invitare lui o gli autori del servizio a venire a Viggiano per illuminarci su questa nuova strada e sui punti oscuri che tuttora presenta il cosiddetto "Rapporto 41".

Ad oggi non ho ricevuto risposta, ma quegli scienziati italiani che hanno avuto l'ardire di studiare e "mettere a punto" un loro progetto di fusione fredda (LERN, Low Energy Nuclear Reaction; oppure l'E-Cat) sulla scia degli studi di scienziati americani quali Fleishmann e Ponds.

In breve, la possibilità di utilizzare la reazione tra deuterio e trizio (unione di 2 o 3 atomi di idrogeno per sprigionarne una quantità enorme di energia ed a basso costo attraverso una reazione nucleare a bassa temperatura e pressione, ed è questa peocedura che la differenzia dalla "fusione calda termonucleare" più pericolosa) potrebbe portare attraverso lo sviluppo di nuove procedure e tecnologie ad una nuova forma di energia "a basso costo" con fonti immense e rinnovabili (acqua di mare).

Certo se ciò fosse possibile, e fino ad ora americani, italiani e giapponesi sono a buon punto riguardo alla sua riproducibilità (si parla tra il 70% e l'80%), il pianeta si troverebbe ad un bivio importante della sua era geologica: continuare a sfruttare indiscriminatamente il suo sottosuolo con tutte le sue problematicità ed il conseguente inquinamento oppure virare verso una forma "ecologica" di sviluppo con il possibile salvamento del futuro del pianeta stesso?

Il mutamento sarebbe sconvolgente sia per quanto riguarda gli aspetti ambientali che - sopratuttto - economici; un nuovo "modello economico" si dischiuderebbe ai governanti di tutto il mondo ed in particolare alle solite potenze economiche e questo implicherebbe una nuova organizzazione industriale; una fase nuova che preveda la rinuncia per questi potentati economici, ad una grossa fetta del loro potere.

E' questo ciò che fa veramente paura e che, fintanto che ci sarà petrolio da estrarre, essi non delegheranno nessuno al proprio posto!

Quel servizio, che mi semnbra datato 2006, credo valga la pena di essere visto e giudicato.

Per come stanno andando oggi le cose, a meno di strabilianti sconvolgimenti politici, non se ne parla nemmeno! Staremo a vedere, ma penso ne discuteranno i nostri figli.

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