Skip to Content

Una canzone stonata

Vis.jpg

Ho aspettato per ben 6 mesi prima di parlare dell’esito della conclusione dello studio V.I.S. e di quanto è avvenuto dopo la presentazione dei suoi risultati, che da qualunque prospettiva li si vogliano vedere, rappresentano in ogni caso una pietra miliare per la Val d’Agri, per la nostra Regione e per il Sud in generale.

Tutti ricorderanno che quella sera l’assessore regionale all’Ambiente si spese, nel suo intervento, ad utilizzare nel più breve tempo possibile l’esperienza della VIS con il gruppo di ricerca, poiché esperto e ben più che collaudato (dato le varie altre esperienze a livello nazionale) per ampliare lo studio sulla qualità delle matrici ambientali ma soprattutto per la definizione dello stato di salute dei cittadini della Val d’Agri, di tutta la Valle dell’Agri, che potrà essere sapientemente “esportato” almeno nelle altre cinque aree di forte impatto ambientale della Regione BASILICATA!

Ma, come si sa, alle parole troppo spesso non corrispondono i fatti e così a distanza di sei mesi da quella sera del 22 settembre 2017 ne è passata di acqua sotto ai ponti; come abbiamo avuto già modo di sottolineare i segnali che si riferiscono a tali necessità (più che promesse) sono almeno sconcertanti.

Dalle poche notizie che si hanno, di provenienza dall’amministrazione regionale, si è capito di voler affidare lo studio epidemiologico alla cosiddetta FBRB (Fondazione Basilicata Ricerca Biomedica) a persone che non hanno le qualifiche (o quantomeno il curriculum adatto) per poter effettuare uno studio di tale importanza. Quali sono le ragioni per cui si è deciso di non utilizzare il CNR, istituzione pubblica di livello nazionale? Qual è la vera ragione di tale ritrosia? Ad oggi non è stata addotta nessuna plausibile motivazione sia per l’affidamento che sul ritardo che si è già accumulato. Qualche riflessione la abbiamo fatta anche per conto nostro, ma al momento non voglio esternare il mio pensiero, mi riserverò di parlarne nello stretto giro di qualche altro mese per vedere e verificare se tale atteggiamento è mutato oppure se ci si è avvinghiati a questa primordiale decisione.

Eppure quanto è successo alle elezioni del 4 marzo dovrebbe far riflettere in modo compiuto gli amministratori regionali, se davvero sono attenti ai segnali che i lucani hanno lanciato loro; diversamente credo che il risultato delle elezioni sarà perpetuato e riversato alle prossime elezioni regionali di novembre 2018. Noi non potremmo far altro che verificare i risultati ed informarne i cittadini!

Dall’altro versante, quello di Eni SpA, non possiamo fare altro che registrare il perdurare dell’atteggiamento sconclusionato di chiusura e di negazione dei risultati della VIS, sebbene avessi sperato in un diverso atteggiamento da parte della compagnia; un atteggiamento collaborativo, di apertura ma direi anche e soprattutto di rispetto verso i cittadini della Valle! Ed invece ci si continua ad attardare su posizioni retrograde, di continua negazione – anche di fronte all’evidenza – che la VIS ha scientificamente dimostrato di stretta associazione di rischio di aumento di mortalità e di ospedalizzazione per le malattie cardiovascolari e respiratorie (con aumenti preoccupanti) con le emissioni del COVA, come ampiamente dimostrato anche dagli studi di meteo diffusione. Un atteggiamento di chiusura incomprensibile, quello della compagnia quando invece ci saremmo aspettati nuove aperture per concordare e coordinare nuove valutazioni e nuovi e più stringenti monitoraggi su quanto già verificato, smettendola una buona volta di tentare in continuazione di demolire il lavoro cui Eni stessa ha partecipato dal primo all'ultimo momento, evitando di mettere alla berlina studiosi che hanno poco a che vedere con l'epidemiologia! Se tale comportamento dovesse perdurare,  ne prenderemo atto e ci regoleremo di conseguenza.

A questo proposito è bene precisare che lo studio VIS è stato sottoposto a revisione (a controllo) da un’equipe di scienziati indipendenti, i quali non hanno potuto fare altro che approvare il metodo, le analisi e le risultanze dello studio in oggetto, tanto che ne è stata fatta la relativa pubblicazione su una delle riviste scientifiche più accreditate del settore, “Epidemiologia&Prevenzione” nel numero di gennaio-febbraio e pubblicato nel numero 1 di marzo 2018, e che potete leggere a questo link:

  http://www.epiprev.it/lettera/studi-epidemiologici-e-valutazioni-preventive-di-impatto-aree-contaminate

Un altro effetto importante che la VIS ha apportato e che vorrei sottolineare a tutti voi e che riguarda una review incentrata finalmente sugli studi di impatto degli idrocarburi non metanici (NMHC – allegato 1). Ma né questa né la VIS purtroppo viene pubblicizzata e peggio ancora ritenuta all’altezza della scientificità da chi invece ha ritenuto di investire risorse economiche proprio a questo scopo. E’ questo il caso dell’improvvida uscita dell’ing. Auletta di ArpaB, che senza mai aver partecipato ad una sola riunione della Commissione VIS si è preso lo sfizio di criticarla in lungo ed in largo! Ripeto un ingegnere, NON UN’EPIDEMIOLOGA! Ho già parlato di lei e non comprendevo il suo atteggiamento, fino a quando un bel giorno o meglio qualche giorno fa (quando si dice sempre che “il tempo è galantuomo”) , leggo un articolo di Michele Finizio sul quotidiano online Basilicata24.it a questo link che vi suggerisco di leggere:

http://www.basilicata24.it/2017/08/bordello-delle-assunzioni-allarpab-alla-regione-basilicata-47989/

dal quale si possono chiarire molte cose ed in particolare quelle relative proprio all’ing. Maria Angelica Domenica Auletta! Quello della Basilicata è indubbiamente lo Stato Libero delle Banane!

Speriamo vivamente che tali pratiche vengano immediatamente interrotte, che le nomine dei dirigenti  - a tutti i livelli – vengano effettuate sulla base della meritocrazia e non delle conoscenze personali e che si metta al più presto mano non solo ad un approfondito studio sullo stato della qualità delle matrici ambientali e della salute dei cittadini, A PATTO CHE SIA SERIO, VERO, EPIDEMIOLOGICO e non una farsa, come quello che si prospetterebbe qualora fosse avviato il cosiddetto Progetto “EPIBAS”.

 

<iframe class="rep-video-embed" src="https://video.repubblica.it/embed/dossier/referendum-trivelle/centro-oli-di-viggiano-un-operaio--qui-gas-letali-sempre-pronti-alla-fuga/234137/233757&width=320&height=180" width="320" height="180" frameborder="0" scrolling="no"></iframe>

 

AllegatoDimensione
Sindaci_Eni.jpg267.6 KB
Mele_Eni_1jpg.jpg230.25 KB
GdM_Eni.jpg245.67 KB
Mele_Eni_QdS.jpg78.94 KB
See video


videostory | by Dr. Radut