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Un riavvio sprint

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Così lo ha definito la giornalista del tg3 Basilicata nel servizio che ha fatto il 18 luglio scorso in occasione della riapertura del Cova, la stessa ha anche sottolineato come per chiuderlo ci sono voluti quattro giorni – dal 15 aprile scorso – mentre per riaprirlo è stato fatto in meno di 24 ore!

Il Cova dunque riprende la sua attività di prima raffinazione del petrolio lasciandosi dietro molti strascichi e molti sospesi. Innanzitutto, non dimentichiamolo, la solita sobrietà con il quale Eni annunciava una minima perdita di sostanza inquinante all’interno del Cova da un serbatoio (che tutti e quattro dovevano avere il doppio fondo, secondo quanto stabilito dall’AIA autorizzata il 4 maggio del 2011 con la DGR n. 627, quindi primo fallo in area!).  Dopo solo qualche settimana la stessa compagnia, a seguito di verifiche di ArpaB, dichiarava che l’area interessata dal fenomeno si estendeva all’intorno del Cova e dopo qualche altra settimana ancora diventava una sostanziosa perdita di oltre 400 tonnellate di liquido inquinato che  estendeva un’area di più di 30 ettari all’intorno del Centro Oli!

Sì, certo, qualcuno di voi penserà che nessuno potesse immaginare che l’inquinamento si estendesse così tanto; ed è anche vero che la piccola perdita (un foro da 28 mm) da agosto 2016 avrebbe potuto percorrere abbastanza strada da poter arrivare addirittura in vicinanza del Pertusillo. A questo proposito, chi potrà certificare il non coinvolgimento del lago? L’Arpab? L’Ispra? O l’Eni, come più volte nel passato anche recente, ha fatto su varie situazioni imbarazzanti? Ad ogni modo la compagnia ha decretato che non vi è stato inquinamento delle falde, appunto, la compagnia.

Vi allego illink di qualche dichiarazione della politica regionale:

http://www.regione.basilicata.it/giunta/site/giunta/detail.jsp?sec=10013...

http://consiglio.basilicata.it/consiglioinforma/detail.jsp?otype=1120&id...

http://www.regione.basilicata.it/giunta/site/giunta/detail.jsp?sec=10013...

http://consiglio.basilicata.it/consiglioinforma/detail.jsp?otype=1120&id...

http://consiglio.basilicata.it/consiglioinforma/detail.jsp?otype=1120&id...

http://consiglio.basilicata.it/consiglioinforma/detail.jsp?otype=1120&id...

Certo è che questa volta l’affare è stato alquanto devastante, tanto che lo stesso Ministero dell’Ambiente lo ha definito come “INCIDENTE RILEVANTE”; ma come dicevano i latini: “transeunt”.

E comunque l’attenzione di tutti è stata rivolta alla situazione dell’inquinamento di suolo ed acqua causato dalla perdita mentre per l’ennesima volta è passata in secondo piano la questione ormai annosa di Contrada La Rossa a Montemurro, evidenziata dalla Prof.ssa Colella! In un recentissimo convegno tenutosi proprio a Montemurro, la stessa Prof.ssa Colella ha messo in evidenza la logica evoluzione delle problematiche legate alla reiniezione del pozzo Costa Molina 2 che stanno, per così dire, “migrando” verso il pozzo Costa Molina 3 (un pozzo sterile) e che col passare del tempo e data l’incuria e l’arroganza con la quale è stato affrontato questo tema, ora il liquido inquinato di lavorazione viene – per così dire – “risucchiato” dal pozzo Costa Molina 3; un’ipotesi scientifica abbastanza vicina alla realtà, stando a quanto affermato dalla stessa Colella.

Quello stesso convegno è stata l’occasione per il prof. Boschi, uno dei massimi sismologi italiani, per mettere ancora una volta in guardia i decisori politici affinchè vietino nella maniera più assoluta la reiniezione in un territorio come quello della Val d’Agri molto fragile dal punto di vista tettonico, la cui insistenza potrebbe innescare da un momento all’altro un terremoto di importanti dimensioni poiché questa tecnica di reiniezione di liquidi ad altissima pressione potrebbe scatenare non solo microsismi ma anche veri e propri terremoti di forte magnitudo trovandosi su una faglia attiva in un’area catalogata dalla Carta Sismica  Italiana, di 1° fascia!!!

Sulla stessa lunghezza d’onda è stato l’intervento della Prof.ssa Quattrocchi dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica  e Vulcanologia) che ha convenuto con quanto affermato dal Prof. Boschi ed ha posto l’accento anche su quanto ha detto e prodotto la Prof.ssa Colella. Vi è da aggiungere a questo proposito che la stessa Prof.ssa ha da poco concluso uno studio commissionato da ENI SpA, sulla sismicità in Val d’Agri e che la stessa compagnia non intende divulgare; lo abbiamo già detto in altre occasioni, lo vogliamo ribadire per l’ennesima volta:

NON POSSONO ESSERCI SEGRETI DI QUALSIASI GENERE QUANDO SI TRATTA DI SALVAGUARDARE L’INCOLUMITA’ DEI CITTADINI!!

Abbiamo chiesto come Comitato Tecnico-Scientifico le risultanze di quello studio ma Eni nega di portarlo a conoscenza di tutti; vedremo come andrà a finire. Come pure stiamo aspettando che la magistratura renda libero l’accesso alla documentazione con la quale la Provincia di Potenza ha comminato una multa di 800.000,00 €. ad ARPAB per il ritardo con la quale ha informato l’Ente sullo stato dell’inquinamento di Costa Molina 2!

Concludendo, dunque, c’è poco da stare allegri; la velocità con la quale è stata autorizzata la riapertura del COVA non può farci stare tranquilli, vedremo se i monitoraggi così decantati per l’ennesima volta dal Presidente della Regione ci restituiscono una situazione di effettiva tranquillità oppure se ci troviamo di fronte all’ennesima beffa; in attesa che venga promulgata una legge regionale sull’abbassamento dei livelli di emissione degli idrocarburi non metanici (NMHC) che stiamo chiedendo con insistenza da almeno 5 anni!!

Ma questa è un’altra storia ed avremo modo, ben presto, di approfondirla.

Un'ultima cosa prima di chiudere, vorrei riportare quanto affermato da Eni SpA che per riavviare le operazioni e per andare "a regime" i cittadini della Val d'Agri potrebbero "vedere" un innalzamento della fiaccola, udire qualche boato o rumore forte oppure "annusare" un forte odore acre; niente paura è tutto a posto e possono dormire sonni tranquilli poichè sarà cura di Eni tenere sotto controllo tali fenomeni che avranno carattere momentaneo.

MENO MALE, ORA POSSO ANDARE A LETTO SODDISFATTO!

P.S. in allegato la DGR n. 733 del 17/07/2017 con la quale al regione autorizza la riapertura delle attività del COVA.

AllegatoDimensione
riattivazione COVA.pdf5.07 MB

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