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Un nuovo test per scoprire il tumore al colon

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Eccezionale quanto intuitiva la scoperta del gruppo di lavoro del Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari “A. Moro” coordinato dal Prof. Gianluigi De Gennaro, che ha messo a punto un nuovo test per scoprire l’eventuale presenza di un tumore al colon-retto.

Il Prof. De Gennaro, che abbiamo l’onore di avere spesso presente a Viggiano, in quanto componente della Commissione Comunale VIS, insieme ad un team del  Dipartimento di Emergenza dei Trapianti della facoltà di Medicina e Chirurgia della stessa Università di Bari, coordinato dal Prof. Altomare; sono arrivati alla conclusione che molte delle particelle e molecole presenti nel nostro sangue, dopo un proprio percorso, arrivano anche al polmone per essere processate ed emesse in aria ambiente.

I risultati di questo test sono davvero sorprendenti, poiché è stata vista una specificità pari ad oltre l’80% dei casi rispetto a quello della ricerca del sangue occulto nelle feci che arriva a circa il 50%; poiché quest’ultima non distingue la provenienza di questo sangue digerito che potrebbe provenire anche, ad es., dalle gengive infiammate. Come pure l’effettuazione della colonscopia rivela la presenza reale di un tumore solo in una percentuale di casi molto bassa e vicina al 10%.

Che l’unione di due Dipartimenti della stessa Università mettano insieme le loro capacità, professionalità ed esperienze in campi non tanto diversi tra loro, lo dimostra il fatto di questa scoperta che avviene, appunto, dalla condivisione di gruppi di giovani ricercatori tanto qualificati quanto entusiasmati da questo tipo di esperienza. Chi ne giova è non soltanto l’Università di Bari che si accredita nel mondo scientifico internazionale ma anche in quello accademico, come sito emergente di cultura e di buona utilizzazione delle risorse pubbliche; infatti tale studio è stato stimolato e finanziato dalla regione Puglia e dal suo Governatore, oltre che dai suoi validi collaboratori.

Il destinatario finale, cioè il cittadino, sarà felicissimo di poter avere a disposizione e di utilizzare una metodica tanto specifica quanto poco invasiva, che porterà ad un risparmio di risorse sia statali che del patrimonio personale; e di questi tempi non è poco!

Ma la storia di come si arriva a tali scoperte viene da lontano, anche per quanto riguarda il gruppo di lavoro del Prof. De Gennaro, che da quando ha fondato il Gruppo LEnviroS ( Laboratory of Environmental Sousteinability) una “spin-off” dell’università di Bari, anch’essa finanziata dalla Regione Puglia, è stata un crescendo di iniziative tutte interessanti;  che hanno portato tale gruppo a sperimentare nuovi modelli organizzativi e di pianificazione di business; tanto importanti ed interessanti da fargli vincere anche il premio “Innovazione Amica dell’Ambiente” nel 2010, premio istituito da Legambiente.

Lo studio portato avanti da questo gruppo di giovani ricercatori di Bari, ha portato anche alla definizione di un nuovo progetto, chiamato SIMPA (Sistema Integrato di Monitoraggio del Particolato Atmosferico), anche questo co-finanziato dalla Regione Puglia, nell’ambito di un più vasto accordo quadro tra l’Università e la Regione per un programma di ricerca scientifica (tra il 2007 ed il 2010) e che ha visto la partecipazione non solo del mondo scientifico ma anche di aziende private per lo sviluppo di tecnologie avanzate per la comprensione dei fenomeni legati all’inquinamento da particolato atmosferico, i cosiddetti “PM 10 e PM 2,5”.  

Questi esempi sono tutte dimostrazioni che quando la pubblica amministrazione fa scelte oculate cercando di investire sul proprio territorio e sulle proprie risorse giovanili culturali della propria regione, rende un servizio utile non solo per quei giovani laureati, ma anche per il progresso della propria terra e lo sviluppo dell’economia locale.

Prima di chiudere, mi piace citare l’altro importante progetto portato avanti dal gruppo di giovani ricercatori (ormai famosi) del Prof. De Gennaro; parlo del progetto “VOC & ODORalla quale ha partecipato anche il nostro comune di Viggiano, finanziando una “linea di ricerca” particolare che ha evidenziato come la puzza che i cittadini che abitano intorno al Centro Olio sentono in concomitanza o meno di “anomalie di funzionamento” del COVA, corrispondano effettivamente ad un carico di sostanze pericolose che vengono immesse nell’aria attorno all’impianto. E’ stata questa l’occasione che ci ha dato modo di conoscere Magda,Pietro, Elisabetta ed Annamaria, e tutti gli altri che hanno partecipato attivamente al progetto; solo dopo averli conosciuti capiamo a fondo perché vengono fuori questi risultati.

INSOMMA, UN ESEMPIO DA SEGUIRE! E che toglie qualunque dubbio a coloro che hanno storto il naso allorquando questo geniale professore non ancora quarantenne, è stato chiamato qui a Viggiano per darci una mano a capire, a comprendere i fenomeni legati alla presenza del Centro Olio ed a suggerire eventuali correttivi da apportare affinché  la popolazione tutta non abbia a temere pericoli per la propria salute.

ED E’ ESATTAMENTE QUELLO CHE STA FACENDO.

Auguri a tutto il gruppo (bravi ragazzi continuate così) ed un abbraccio affettuoso particolare al Prof. De Gennaro anche a nome della Commissione tutta.

 

 

AllegatoDimensione
DeG_Ca_colon.pdf1.31 MB
Univ_Bari.pdf21.69 KB
lab_mobile.pdf1.52 MB
CURRICULUM VITAE_gdeg.pdf1 MB
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