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L’IMPOSSIBILE CONVIVENZA TRA PROPAGANDA E REALTA’: IL CONVEGNO DELL’ASSOIL SCHOOL

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Che il convegno di mercoledì 31 agosto 2016 organizzato dall’Assoil School presso la sala convegni di “Sviluppo Basilicata” nell’area industriale di Viggiano, avesse il carattere della pura propaganda lo avevano capito anche le pietre, in Val d’Agri.

Tant’è vero che le numerose telefonate e messaggi che mi erano arrivate/i da tutta la Valle nel giorno precedente e nella mattinata prima dell’inizio del convegno erano tutte dello stesso tenore: “… chi te la fa fare”, “lo hai capito o no che è una trappola per te..”, “… non possiamo prestare il fianco a queste iniziative tendenziose volte soltanto a “legittimare” l’iniziativa, e così via discorrendo.

Dunque, lo scopo era chiaro ed incoraggiato da alcuni amici ho deciso di partecipare ai lavori a nome di ISDE Potenza, l’associazione che abbiamo costituito circa un anno fa con una decina di colleghi che definisco “coraggiosi e volenterosi”. D’altro canto, molte volte più di qualcuno di noi ha sempre auspicato un confronto aperto e chiaro sulle tematiche che convergono sull’assai spinoso tema della connessione tra inquinamento ambientale e salute delle popolazioni, discusso tante volte da chi afferma l’assoluta eco sostenibilità delle attività petrolifere e da chi invece, alla luce di una consolidata ed autorevole letteratura scientifica di caratura internazionale,  preferisce mettere il dito nella piaga delle questioni dello stato di salute dei lucani; senza alcun pregiudizio, senza nessuna volontà di sopraffazione sull’altro.

Come ISDE, CI ABBIAMO PROVATO, ma abbiamo dovuto concludere che è impossibile un dialogo aperto, franco, scevro da posizioni pregiudiziali e pregiudizievoli (di cui siamo sempre stati accusati: “i soliti ambientalisti del cavolo”, perdonatemi la frase, ma non è ovviamente mia) ed ahimè dobbiamo ora ricrederci poiché consapevoli di aver almeno tentato nell’operazione!

SALUTE: dubitare è un diritto, informarsi è un dovere”, questo era il tema del dibattito, con la presenza del dr. Giuseppe Cugno (Direttore Generale del CROB), del dr. Rocco Galasso (Responsabile del Registro Tumori di Basilicata), del dr. Enrico Giliberti (medico competente di Eni e di alcune aziende dell’indotto e medico di medicina generale) e del sottoscritto in qualità di medico di Viggiano e rappresentante di ISDE (Medici per l’Ambiente della sezione di Potenza) per “rappresentare punti di vista forti e discordi”, e la presenza importante della Prof.ssa Annamaria Colao (Ordinario di Endocrinologia presso il II Policlinico di Napoli ed eminente scienziata riconosciuta a livello internazionale) che poi non è potuta essere presente; il coordinamento è stato affidato alla dr.ssa Luigia Ierace, della Gazzetta del Mezzogiorno e de “Il Sole 24 Ore”, nota cronista che raramente si è mostrata critica nei confronti dell’industria petrolifera e comprensiva dei suoi numerosi, accertati, impatti.

E’ evidente che tra le persone amiche che mi avevano chiamato, quando hanno visto il tavolo dei relatori erano sobbalzati dalla sedia (come ho fatto anch’io per la verità);  ma in questa battaglia per la salute che porto avanti ( fortunatamente non da solo) da molto tempo ormai, ho sempre cercato di evidenziare le lacune nei monitoraggi e soprattutto negli studi epidemiologici che in una regione piccola come la nostra ed afflitta da almeno 5 aree a forte pressione ambientale dove si sarebbero già dovuti effettuare e non sono mai stati pianificati! (cfr con la DGR 1640 del 30.11.2012 ai sensi del D.L.vo 155/2010). Queste aree sono  rappresentate da Grumento-Viggiano con il Cova, Melfi con Fenice, Potenza-Tito con i fosfogessi, Ferrandina-Pisticci con i disastri della Val Basento e Matera con l’incenerimento dei rifiuti.

QUESTA E’ LA CRUDA REALTA’ CON LA QUALE DOBBIAMO CONFRONTARCI.

ISDE Potenza ha raccolto la sfida e si è presentata, senza fare polemiche, senza attaccare nessuno in particolare, forte soltanto dei numeri presentati (almeno fino a quando ce lo hanno permesso) per fare solo ed esclusivamente INFORMAZIONE, quella “terza” che proviene da dati presentati dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), dall’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) dal Report della Scuola di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dai dati forniti dal Ministero della Salute.

Non abbiamo nessuna paura di smentita da chicchessia!

Con grande meraviglia, così come hanno potuto constatare i numerosi presenti (per la verità uno sparuto gruppo di cittadini e qualche amministratore della Valle, mentre l’80% era rappresentato da maestranze di Eni ed aziende dell’indotto) è stata prima capovolta la scaletta e poi al sottoscritto è stato letteralmente impedito di concludere la presentazione proprio nel momento in cui avrebbe voluto sottoporre i dati ed i risultati acquisiti fino a questo momento – seppure parziali - dalla VIS, che era l’argomento per il quale ero stato invitato! La promessa di farmi concludere in un secondo momento è rimasta una promessa di marinaio!

Peccato, poiché si è sprecata un’ottima occasione per fare prove di dialogo tra le parti; peccato perché si è deciso di sbattere la porta in faccia ad una visione diversa, ad un’angolatura particolare che avrebbe fatto certamente un minimo di chiarezza: quello per cui si era tentato di chiamare i cittadini, che erano in definitiva i destinatari dei messaggi rassicuranti che dovevano provenire dal convegno. Purtroppo così non è stato, eppure mi ero permesso di suggerire di fare questo evento al Castello Sanseverino di Grumento Nova oppure al Centro Sociale o all’hotel dell’Arpa di Viggiano. Pazienza, non tutto è filato liscio come si voleva e si prevedeva, a guastare la festa ci ha pensato qualcuno del pubblico (l’ing. Alberti e la prof.ssa D’Ottavio) che con le loro domande hanno messo in grave difficoltà chi aveva l’obbligo di rispondere ai quesiti posti. Della sterile polemica avviata dal dr. Giliberti nei miei confronti, non parlo; non è mio costume polemizzare con colleghi che – in fondo – stimo, certo sarebbe utile per tutti parlare esclusivamente delle cose che si conoscono in profondità.

Peccato perché è venuta a mancare non solo la parte più delicata, quella dei dati sulle malattie sentinella di un territorio fragile quale quello della Val d’Agri, vorrà dire che ci premureremo di farlo noi, visto che le istituzioni sembrano assenti o peggio ancora sorde di fronte a queste richieste. Una cosa che mi ha molto colpito, per chiudere, è stata l’assenza dei sindaci della Valle; a parte la presenza dei sindaci di Guardia Perticara e di Gorgoglione (??) e la presenza del vice-sindaco di Moliterno e di quello di Marsicovetere, gli altri hanno dato tutti forfait, ci sarà una ragione recondita dietro a questa assenza, poiché in genere si muovono all’unisono?

Chiudiamo dicendo solo due parole sulla libertà di stampa che c’è in Basilicata; non è una novità ma la maggior parte di molti di quelli che scrivono, anche su giornali locali, troppo spesso si lascia prendere la mano per compiacere ai poteri dominanti! Ma non dovrebbe essere così, perché in questo modo ci si dimentica dell’etica professionale e se proprio dovessi fare un paragone senza scomodare altre categorie sociali e dunque parlo di quella alla quale appartengo,dico che prima che queste stesse persone sbattano “il mostro in prima pagina” per qualche caso di malasanità (intendiamoci, le critiche costruttive non possono che fare bene alla società) dovrebbero passarsi la mano sulla propria coscienza e cambiare metodo di lavoro!

Per quanto mi riguarda, continuerò a seguire gli insegnamenti del compianto prof. Tomatis, fondatore di ISDE Italia, che in uno dei suoi tanti convegni sul tema che lo ha impegnato per tutta la vita e che riguardava la stretta connessione tra ambiente e salute, ebbe a dire: “NEI CONFRONTI DELL’AMBIENTE TUTTI GLI UOMINI SONO RESPONSABILI, I MEDICI LO SONO DUE VOLTE”!

Un grazie sincero a Daniele Corbo per l'esaustivo servizio fatto nell'occasione!

https://www.youtube.com/watch?v=SZ6t4tAJHs8

https://www.youtube.com/watch?v=fdQ07uSHG6M

 

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