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Cosa ci porterà il 2013?

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Dopo aver superato indenni la data del 21 dicembre 2012, prospettata dai Maya come il giorno della fine del mondo, cosa potremmo aspettarci di meglio e di più dal 2013?
E’ abbastanza semplice fare questo pronostico, poiché il 2012 possiamo annoveralo senz’altro tra quelli più difficili sotto tutti gli aspetti! A conclusione dell’anno vogliamo provare anche noi a fare un breve, parziale bilancio del cosiddetto “annus orribilis” degli ultimi 50-60 anni della storia di questa bistrattata Repubblica .
 
L’anno che si conclude si porta via una bella fetta di soldi dei cittadini italiani “normali”,  tra riforma del lavoro e delle pensioni, tagli drastici al pubblico impiego ed alla sanità, imu e varie altre cose di gran lunga meno importanti, si può affermare senza ombra di dubbio che lo smantellamento dello “stato sociale” è iniziato alla grande! Vedremo chi avrà il coraggio di portarlo a termine demolendo quel poco di residuo che farà sopravvivere la stragrande maggioranza degli italiani. Sì, la stragrande maggioranza,perché la sparuta minoranza – circa il 10% - continuerà a detenere oltre il 50% della ricchezza nazionale, tra elusione ed evasione, tra esportazione di capitali all’estero e di operazioni finanziarie che hanno scaricato sulla testa degli italiani le perdite da loro accumulate.
 
Certo, andando a fare un bilancio serio di quello che è stato e di quello che ha fatto questo governo in materia di stabilizzazione della spesa, di lotta all’evasione, di riforma della giustizia e del sistema fiscale, di previdenza e soprattutto di riorganizzazione istituzionale soprattutto attraverso la riformulazione di una nuova legge elettorale, anche alla luce dei quotidiani scandali della malversazione politica che affliggono questa nazione da ormai troppo tempo, dobbiamo certificare che nulla è stato fatto di concreto per avviare ed intraprendere il cammino della definitiva stabilizzazione del deficit dello Stato e di una moralizzazione della classe politica! Con questi scarsi risultati bastava una qualsiasi persona di buon senso e che teneva veramente a cuore i destini dei cittadini italiani per far approvare quelle riforme di cui si aveva veramente bisogno: riforma della legge elettorale per una moralizzazione della vita pubblica, riforma fiscale.
 
Per quanto riguarda, poi, noi lucani ritengo che peggio di così non si poteva fare! In questi ultimi tempi abbiamo assistito ad una vera e propria recrudescenza del cosiddetto “Partito Regione” che a tutti i livelli sta dando una pessima immagine di sé stesso, l’ultima prova di ciò è rappresentata dalle primarie parlamentari di questi ultimi giorni; dove le lamentele sono state unanimi; dai dirigenti all’ultimo degli iscritti di quel partito e non solo! Una regione dove il dibattito interno ai partiti è stato letteralmente annullato ed addirittura proibito in alcuni casi, dove la dialettica politica ha lasciato il posto al mero interesse personale ed al raggiungimento di un adeguata postazione di comando, perpetuando una modalità, che in fin dei conti, lascia poco spazio al confronto,e che rappresenta la prova provata che si è deciso di perseguire i sistemi ed i metodi della vecchia politica e del consenso ad ogni costo.
Gli esempi, d’altro canto, sono numerosi: la nomina di assessori “esterni” è stato solo il primo passo di un’abdicazione di qualsiasi discorso sul merito, aggirando una regola fondamentale della buona politica che – sebbene la scelta ricada interamente sulla responsabilità del Presidente, come vuole la legge – non può e non deve non tenere conto di chi si è speso scendendo nell’agone politico senza tralasciare, appunto, le qualità di ognuno!
 
E' così che abbiamo potuto verificare, per l’ennesima volta, come un ex assessore regionale lascia il proprio posto per assumere la presidenza di Acquedotto Lucano, un altro abbandona l’AQ per la presidenza dell’Autorità di Bacino, un sindaco “trombato” alle elezioni viene, per così dire, risarcito con la carica di consigliere di amministrazione di AQ, e questo è successo anche per le nomine di alti funzionari della Regione stessa, e così via discorrendo.  Insomma il solito valzer delle poltrone; né più né meno di ciò che accadrà per le ormai vicine elezioni al Parlamento, dove si è già stabilito una staffetta tra Regione e Palazzo Madama, al netto di ciò che, eventualmente, potranno o vorranno decidere gli elettori lucani, che qualcuno sempre più spesso continua a paragonare ad un gregge di pecore.
 
La politica regionale, dunque, non da meno di quella nazionale.
 
A questo proposito è utile ricordare che alla fine di aprile del 2011, pochi giorni prima dell’autorizzazione AIA all’ampliamento del Centro Olio di Viggiano ed all’aumento delle estrazioni petrolifere, fu firmato il cosiddetto “Memorandum”. Si parlò, anche allora, con enfasi di una nuova fase e di una nuova rinascita della Basilicata, con nuove infrastrutture, nuova programmazione per lo sviluppo, ecc.; insomma l’ennesimo fumo negli occhi, tanto da far dire a molti che si trattava della pura e semplice ripetizione del contenuto (mai realizzato) degli accordi Eni – Stato - Regione Basilicata del 1998. Quello che preoccupa è che nonostante le molte rassicurazioni che il Presidente della Regione continua ad esternare, sembra che a nulla stiano servendo le recriminazioni prodotte, poiché ad oggi lo Stato continua a non volerne sapere di tenere fede agli impegni presi con una regione che fornisce l’80% della produzione di petrolio ed il 6% dell’intero fabbisogno nazionale a fronte di un misero 7% di royalties. E’ per questo motivo che la realtà economica, finanziaria, di sviluppo, di produttività, di reddito, di organizzazione del lavoro, e via discorrendo,della Basilicata, rimane l’ultima tra le ultime dell’Italia? O forse la persistenza di tale situazione non è piuttosto da addebitare a questo comportamento così pesantemente provinciale praticato dalla politica locale? La cosa buffa è che il Consiglio e la Giunta Regionale si sono di fatto trovati prima a votare all’unanimità quel Memorandum e dopo a votare un secondo documento, contenuto nella legge finanziaria della Regione Basilicata per l’anno 2012, precisamente l’art. 12, dove si stabilisce invece una “moratoria” alle autorizzazioni alle estrazioni di petrolio e dunque sostanzialmente contrario al precedente.
 
Mah, chi ci capisce è bravo!
Ancora una volta, la realtà supera la fantasia!
 
Infatti da questa finta moratoria vengono esclusi i territori della Val d’Agri e della Valle del Sauro, dove, in fondo , è stato già stabilito tutto! Ma a leggere bene questa realtà non possiamo non notare che tante nuove richieste di esplorazione e di permessi di ricerca continuano ad essere concessi, aggirando evidentemente questa specie di moratoria.
Quello che è evidente e che si è  capita bene l’evanescenza di quel documento e di quella decisione, tanto che abbiamo da subito fatto notare che la materia che riguarda le risorse energetiche di una regione è materia di “esclusiva” competenza dello Stato, dunque le prerogative di una Regione hanno carattere di  “concorrenzialità” pertanto  “non pregiudiziali”. Infatti il Governo dei Tecnici, dei Banchieri e Petrolieri, ha pensato bene di ricorrere alla Corte Costituzionale sollevando un conflitto di attribuzioni di poteri dove si sottolineano le priorità dello Stato nei confronti delle prerogative di una regione su una materia di interesse generale quale l’energia.
Così anche questo “conflitto di attribuzione di poteri” si risolverà, probabilmente, a favore dello Stato; d’altro canto il Prof. Di Salvatore, eminente costituzionalista dell’Università di Teramo, lo aveva già anticipato in tempi non sospetti.
 
La ciliegina sulla torta di questo comportamento è rappresentata da una recente delibera della Giunta Regionale, la n. 1640 del 30 novembre 2012, dal titolo: “Adozione delle norme tecniche e delle azioni da adottare per la tutela della qualità dell’aria segnatamente nei comuni di Viggiano e Grumento Nova”, dove si può leggere che queste norme tecniche sono state “costruite” da ISPRA e “concordate” con ARPAB sin dall’inizio di agosto 2012 e che solo ora vengono portate alla discussione del Consiglio Regionale e per esso dalla III Commissione (Commissione Ambiente) che dovrà – se lo riterrà opportuno – apportare modifiche o suggerimenti in vista della definitiva approvazione da parte del Consiglio Regionale. Anche a questo proposito avremmo molto da dire, a partire dal fatto che si prendono in considerazione solo 2 dei numerosi inquinanti (H2S ed SO2) cercando di definire livelli più bassi di quelli stabiliti dalla legge nazionale. Staremo a vedere cosa succederà, al momento riteniamo utile che la discussione inizi e che magari definisca e stabilisca livelli molto più bassi anche per altri inquinanti altrettanto pericolosi non solo per l’ambiente ma anche per la salute umana, come ad es. gli NMHC (idrocarburi non metano) e gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici);  solo allora potremo affermare di avere finalmente una legislazione nuova ed avanzata sull’inquinamento atmosferico della nostra Valle in particolare e della nostra regione più in generale.
 
L’altra questione rimasta insoluta, per la verità non solo nel 2012 ma negli ultimi 3 anni, riguarda l’inquinamento del lago del Pertusillo: che il lago sia inquinato è fuori ogni dubbio, tant’è che è stato dichiarato tale anche dal Ministero dell’Ambiente e da quello della Salute, sta ora capire chi lo sta continuando ad inquinare e cosa le Istituzioni possono fare per evitare questa ennesima sciagura. Al momento possiamo solo certificarne l’inerzia più assoluta.
 
Una situazione simile l’abbiamo vissuta anche per il pozzo “Alli2 Or”, quello vicino all’ospedale civile di Villa d’Agri, per intenderci. Anche in questo caso il Presidente dichiarò con fermezza che mai la Regione avrebbe concesso l’autorizzazione a costruire quel pozzo, evidentemente qualcuno si è ricreduto, annoverando futili motivazioni, per quella costruzione che ha avvicinato di fatto, due luoghi completamente diversi tra loro e complementari: un luogo di probabile morte ad uno di probabile vita.
Per un Sindaco ed un’Amministrazione che si arrende al “Totem Nero” come lo chiama il Prof. Alliegro, il 2012 ci regala un esempio di un Sindaco ed un’Amministrazione ( quella di Grumento Nova) che sa opporsi ad una richiesta di autorizzazione di un pozzo di reiniezione. Qui ed ora vogliamo dare atto e fare un plauso a quella Amministrazione ed a quel Consiglio che hanno saputo difendere gli interessi fondamentali della propria popolazione, quello cioè del diritto alla salute ed alla incolumità dei propri abitanti. Il diniego a quel progetto, alla luce dei fatti, ha come base una piuttosto congrua letteratura scientifica che ne inficia i presupposti di realizzazione, stante il fatto che i movimenti tellurici che potrebbero verificarsi lungo una faglia di 1° grado come quella che percorre questo crinale tra la Val d’Agri, i comuni di Grumento e Tramutola con il vicino Vallo di Diano, potrebbero provocare una sciagura dai costi umani troppo elevati, anche per un territorio che ha una impellente necessità di trovare sbocchi occupazionali per la propria gente.
 
Lo stesso proponimento che ha agitato i sonni di decine di sindaci dell’area jonica, che hanno voluto organizzare una bella manifestazione a Policoro il 17 di dicembre, insieme a rappresentanti della Regione Puglia e della Regione Calabria, per dire un no secco alle estrazioni off-shore, che sarebbero fatali per l’economia locale che ha puntato tutto sul turismo sostenibile e sulla produzione di qualità.
Incredibile, ma vero; anche questo succede in questo lembo di terra del Sud.
 
Cosa chiediamo, dunque, alla politica regionale? Che faccia quello “scatto di reni” che tutti i lucani si aspettano da tempo e che dia una prova inequivocabile di assolvere degnamente alle funzioni di  rappresentanti dei cittadini e che stanno effettivamente “sui problemi reali” dei lucani, abbandonando quell’atteggiamento di sottomissione ai “poteri forti” e dimostrando per davvero la vicinanza ai propri elettori. Questo è l’unico metodo che conosciamo per ridare un minimo di dignità alla politica.
Questo potrebbe cambiare le sorti dei lucani nell’anno che verrà, diversamente saremo condannati per l’ennesima volta al declino ulteriore, con tutto quello che si trascinerà, ivi comprese persone e coscienze.
 
Il 2012 si conclude con due eventi ugualmente importanti: l'organizzazione del convegno nazionale dei geologi, tenutosi tra Potenza e Marsico Nuovo; accompagnato da una valanga di polemiche sull'effettivo ruolo dei geologi (soprattutto lucani) in una terra come la nostra martoriata dalle numerose esplorazioni ed estrazioni petrolifere; e l'uscita del libro del Prof. Alliegro dal titolo: "Il Totem nero. Petrolio, sviluppo e conflitti in Basilicata" (di cui vi abbiamo parlato a parte), preceduto da altre pubblicazioni quali "La luna nel pozzo" e "Benzolo. L'ultimo dei lucani" del dott.Terenzio Bove, che chiariscono bene qual'è la situazione attuale della Valle e della nostra regione.
 
Per chiudere, vorrei fare un ringraziamento particolare agli amici di OLA Antonio Bavusi e Vito L'Erario, per la loro costanza e perizia; a Maurizio Bolognetti per l'instancabile opera non solo per Notizie Radicali, che spaziando con la sua attività giornalistica a 360 gradi, la cui perspicacia e perseveranza ha messo in evidenza molti dei fatti e misfatti lucani degli ultimi 15 anni che non si sarebbero mai venuti a sapere; ed alla redazione giornalistica di Basilicata24 ed in particolar modo di Eugenio Bonanata, che sta dimostrando di "stare sulla notizia" con servizi sempre interessanti.
 
Infine un augurio per un 2013 migliore a tutti i lucani, che come noi, tentano quotidianamente e nel proprio piccolo, attraverso un attaccamento sviscerato alla propria terra senza se e senza ma, di migliorare la vivibilità dei suoi luoghi!
 
Sentiti auguri anche a tutti voi che siete lontano dalla Lucania per le ragioni più disparate, per un felice e sereno 2013 da parte di tutti gli associati di Laboratorio per Viggiano.
 
www.olachannel.it/mare-nostro/
 
http://basilicata24tv.com/cronaca/petrolio-grazie-barricate-picerno-ambigui-silenzi-governatore-164.php
 


story | by Dr. Radut