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RISULTATI E PROSPETTIVE DELL'INIZIATIVA

Secondo le prescrizioni ambientali contenute nel Decreto VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) del Ministero dell’Ambiente del 5 Febbraio 1999, il monitoraggio delle emissioni deve comprendere tutti i parametri degli inquinanti ad esempio l’H2S (Idrogeno Solfato) il benzene, gli IPA, i COV e le modalità di rilevazione che sono specificate nello stesso Decreto, “tenendo ben presente che molti IPA si trovano all’interno delle particelle di MP”. (Fonte: Ottimizzazione della tecnica ad ultrasuoni per l'estrazione di idrocarburi policiclici aromatici da articolato atmosferico, M.G. Perrone et al. - Department of environmental sciences, University of Milano Bicocca, Milano 2007)
Un monitoraggio che si defisca tale, deve necessariamente controllare contemporaneamente anche il suolo e l’acqua; Infatti l’Agri ed i suoi affluenti alimentano il “Pertusillo”, bacino che fornisce acqua potabile non solo a molti comuni lucani, ma anche alla Puglia.
 
Secondo la dott.ssa T. Trabace di Metapontum Agrobios … La campagna di monitoraggio ha messo in evidenza un impatto antropico nell’asta fluviale dell’Agri a monte della diga del Pertusillo. La presenza di contaminanti nelle acque e soprattutto nei sedimenti (zone di accumulo) dei siti di studio, in direzione di Villa d’Agri e alla confluenza della diga suddetta, confermano la presenza di zone immissione laterale al fiume di carichi inquinanti civili e industriali …
… Nell’asta fluviale del Camastra il carico inquinante è risultato modesto. Lo studio del suolo a valle dei pozzi di estrazione non ha evidenziato grosse migrazioni di inquinanti a livello superficiale. Sarebbe opportuno ed interessante uno studio approfondito delle falde acquifere …”.
(Fonte: AKIRIS - Anno II n. 2 -2006 - pagg. 49-50)
 
16 Luglio 2004
L’Ufficio Stampa della Regione Basilicata — dà notizia dell’approvazione della variante al progetto del Centro per il monitoraggio ambientale Val d’Agri.
… Tale provvedimento — a parere dell’Assessore all’Ambiente e Territorio E. Restaino — consente finalmente di avviare le tanto attese attività di monitoraggio dei territori della Val d’Agri interessati dalle coltivazioni petrolifere, anche in considerazione del fatto che è stata conclusa la fase di formazione del personale da assumere …
… Il progetto di variante prevede una spesa circa 11 milioni di euro per la realizzazione del Centro Polifunzionale (??) e di circa 5 milioni di euro da destinare al “sistema Val d’Agri”…
 
Ottobre 2007
Il Sig. V.S., cittadino di Viggiano, scrive al Sindaco, all’ENI, alla Procura della Repubblica, per “sapere, conoscere, capire cosa stia succedendo all’ambiente ed alle persone di Viggiano”.
 
19 Ottobre 2007
La Giunta Comunale di Viggiano, su proposta dell’allora vice-Sindaco Alliegro, approva, con propria delibera n. 191 del 19/10/2007 (Fonte: www.comuneviggiano.it) una “Conferenza annuale sull’ambiente”. Ma la Conferenza non si è mai tenuta.
 

 

17 Gennaio 2008
Hotel dell’Arpa—Viggiano
Si discute sui rischi d’incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori presso il Centro Oli di Viggiano,; ma si parla espressamente di Piano di Sicurezza Interno. Quello che succede al di là dei 155 metri dal Centro Oli non è di pertinenza dell’ENI (!!!), ma di un Piano di Sicurezza ed Evacuazione Esterno a cura della Prefettura, VV.FF., Comune di Viggiano.
In quella occasione, alla domanda di alcuni cittadini su che cosa fosse successo nell’incidente del 2005 e del Marzo 2006, fu risposto dal responsabile ENI della Sicurezza, che “nulla era successo, e la fuoriuscita di fumo dalle torri con conseguente blocco dell’impianto, non ha dimostrato altro che l’impianto è sicuro”.
 
Luglio 2008 il giornalista Rocco De Rosa
“… c’è poi da garantire l’integrità del territorio e la salvaguardia della salute degli abitanti giacché le emissioni di gas e altri agenti chimici dal camino del Centro Oli di Viggiano non è detto che non abbiano un forte impatto. Fonti vicine alla Regione dicono a chiare lettere che tutto questo sfugge spesso al controllo. L’ENI infatti è controllare di sé stesso …. Gli esperti della Col diretti sostengono che i prodotti della combustione finiscono, spinti dal vento, nelle acque della diga del Pertusillo e si depositano sulle colture della valle. Particolari raccapriccianti. Altro che royalties e progetti di compensazione ambientale…” . (Fonte: Rocco De Rosa, 24 Luglio 2008 da www.lucanianews.it)
 
04 Agosto 2008
Petrolio, sconosciuti i dati sugli inquinanti più pericolosi. La OLA sollecita la Regione:
Mentre il CIPE con la recente Deliberazione 21/12/2007, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 1 Agosto 2008 “prescrive” rigorosi controlli ambientali per il giacimento Tempa Rossa (ivi compresi H2S e IPA, PM5), per la Val d’Agri è ancora disatteso, ad oltre 10 anni dalla sottoscrizione dell’Accordo Regione — ENI, il monitoraggio per tutte le sostanze inquinanti, a partire dall’H2S e dagli IPA. Sono state disattese le prescrizioni ambientali incluse nel citato Decreto VIA (Valutazione Impatto Ambientale) rilasciato dal Ministero dell’Ambiente il 5 Febbraio 1999.
 
 
 
22 Agosto 2008
Il Dott. P.E. Laveglia di Grumento Nova denuncia l’ENI
“… La realtà invece è sotto gli occhi di tutti. L’aria è particolarmente appestata dalle esalazioni di anidride solforosa, i terreni sono diventati un deposito di metalli pesanti, le falde acquifere stanno per essere irrimediabilmente compromesse.
Di giorno e, soprattutto di notte, quando si procede all’apertura selvaggia dei bocchettoni, manca il respiro, gli occhi bruciano, la nausea attanaglia lo stomaco …”
 
 

  Intervista al dott. Laveglia tratta dal servizio"Lucania Saudita" trasmesso da Sky TG24

 
06 Ottobre 2008
Comune di Viggiano, Prot. n. 12501 del 06/10/2008
I consiglieri G. Lasco ed E. V. Alliegro fanno una proposta di delibera consiliare, i cui punti essenziali sono:
· Indire un’assemblea pubblica in cui si esponga quanto l’Amm. Comunale intende fare a tutela del controllo ambientale, della sicurezza alimentare e della salute pubblica;
· Indire una conferenza di sevizio in cui si discutano le modalità dell’analisi ambientale, delle metodiche adottate, le tecniche, gli strumenti, i tempi di rilevazione;
· Istituire una Commissione Consiliare permanente con rappresentanti della società civile ed eventualmente esperti, medici locali, ecc., avente il compito di monitorare le problematiche ambientali, della sicurezza alimentare e della salute pubblica, e di riferire periodicamente alla cittadinanza mediante apposito report;
· Indire un’assemblea pubblica con funzionari regionali per discutere il Piano di indennizzo ed il Piano di Sicurezza.
 
23 Ottobre 2008
Potenza — La OLA ritorna sulla questione dei monitoraggi ARPAB
 
“Le recenti sortite medianiche poste in atto dal Presidente dell’ARPAB, Sigillito — e dai suoi strettissimi collaboratori — ci spingono a delle considerazioni di rito.
Sorprendenti sono le prese di posizione di noti editorialisti regionali che ritraggono la rete di monitoraggio lucana, addirittura completa e all’avanguardia, con rilevamenti di ogni sorta, anche dove i dati non esistono (è l’esempio delle emissioni di Idrogeno solforato nei pressi del Centro Oli di Viggiano). Per non parlare poi del surplus di centraline installate: 11 a fronte di 3 previste dalla legge …”
 
Dicembre 2008
La Metapontum Agrobios redige una documento dossier di 102 pagine in cui si analizza punto per punto la Val d’Agri e si verificano quanto siano inquinati acqua, terra, aria, ciottoli di fiume, si chiama: “Rete di monitoraggio ambientale nelle aree a rischio di inquinamento da idrocarburi”. Peccato che, a causa del clima di caos conosciuto dalla Giunta Regionale che ha dirottato le energie su altri temi, non è stato ancora letto.
(Fonte: Il Quotidiano della Basilicata del 12 Febbraio 2009)
 
13 Gennaio 2009
Con provvedimento del NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri) e del Corpo Forestale dello Stato è stata posta sotto sequestro — in data 28 Novembre 2008 — l’area attrezzata “Acqua dell’Abete”, situata nel Comune di Calvello, ad oltre 1200 metri s.l.m.
Dai rilievi che l’ARPAB avrebbe eseguito, sul terreno e nell’acqua sarebbero state rinvenute sostanze pericolose inquinanti, con molta probabilità derivanti dall’attività petrolifera.
(Fonte: Il Giornale di Calvello - Anno I n.5 - Dicembre 2008)
 
A poche centinaia di metri a monte, infatti, è presente il pozzo Cerro Falcone 2 dell’ENI mentre, sempre nell’area, si stanno effettuando lavori connessi al “Progetto di Sviluppo Val d’Agri”, sempre dell’ENI, consistenti in posa nel terreno di oleodotti, reti di reiezione e nuove postazioni petrolifere.
 
21 Gennaio 2009
Uva e frutta maleodorante, in fuga dai terreni “anneriti”
“Protestarono fin dai primi vagiti dell’attività petrolifera in Val d’Agri. Una volta a Viggiano c’erano le vigne che producevano uva e vino di qualità, come i vicini frutteti e c’erano le “mele della Val d’Agri”. Da quando si è cominciato a pompare oro nero dalle viscere della zona ci sono chicchi d’uva oleosi e maleodoranti e mele annerite …
Responsabili del Centro Oli Agip di Viggiano e i dirigenti dell’ENI hanno da sempre “assicurato” gli agricoltori che le attività del Centro non avrebbe provocato alcun danno di inquinamento. Ma dopo il primo raccolto di chicchi d’uva oleosi e maleodoranti, e di mele annerite, gli agricoltori hanno dovuto abbandonare la coltivazione …
… E’ evidente — sottolinea il CSAIL (Comitato per lo sviluppo delle aree interne della Lucania) — che i sistemi di monitoraggio ambientali, le centraline installate dalla Provincia, gli studi dell’ARPAB e quelli di fonte diretta dell’ENI non sono efficienti e né sufficienti a garantire il rispetto dell’impatto ambientale. Tra l’altro, sempre secondo quanto denuncia il Csail, in alcuni casi “le centraline sono state installate volutamente al posto sbagliato …”
(Fonte: La Gazzetta della Basilicata del 21 gennaio 2009)
 
In Basilicata è record per malattie tumorali.
Interessanti risultano alcuni passaggi tratti dall’articolo di M. Ingrosso su alcuni studi realizzati circa l’incidenza dei tumori in Basilicata 
“L’incidenza dei tumori tra i lucani è superiore a quella che si registra nel resto d’Italia.
Nemmeno nelle regioni del Nord, che pure sono zeppe di fabbriche, i maschi presentano un’incidenza simile. Tanto che — ipotizzando eventuali correlazioni con fattori ambientali — sono stati avviati supplementi d’indagine dal Dipartimento della Salute della Regione Basilicata e dall’ARPAB”. 
 
(Fonte: La Gazzetta della Basilicata del 24 gennaio 2009 di M. Ingrosso)
 
Gli studiosi hanno operato su dati sanitari certi ed hanno fatto delle proiezioni che arrivano fino al 2010. Purtroppo, anche in questo caso, per i soli lucani, le previsioni sono fosche. Tra gli anni Ottanta e Novanta — i tumori sono stati una delle cause principali di morte, soprattutto al Nord. Generalmente, dopo c’è stato un decremento. ...A livello nazionale, il picco più alto di incidenza delle neoplasie si è avuto nel 1985. Da quel momento, gli italiani si sono ammalati sempre meno, ed è previsto che continui così (soprattutto al Nord). La curva dei lucani, invece, sembra la lama di una falce infinita. Non presenta un picco massimo, non diminuisce mai …
Secondo Enrico Grande dell’ISTAT:
“il rischio di contrarre tumori in Basilicata è in crescita, con un trend superiore rispetto alle altre regioni. E’ il trend meno favorevole d’Italia”. Capire “cosa” stia facendo ammalare i lucani non è semplice …
 
Gabriella Cauzillo, dirigente dell’Ufficio regionale della Basilicata per le Politiche della prevenzione sanità pubblica, Medicina del lavoro, sicurezza nei luoghi di vita e lavoro, nonché responsabile del Centro operativo regionale dell’Osservatorio epidemiologico lucano sostiene: “Purtroppo, pare proprio che la curva sia in linea con quanto accade: Il cancro sta davvero colpendo duro tra i lucani. “L’incidenza dei tumori maligni in Basilicata è in aumento e lo confermo. Inoltre, la velocità di aumento dell’incidenza da noi è superiore”. “Anche per questi motivi — spiega l’esperta — stiamo facendo degli approfondimenti che tengano conto pure degli eventuali fattori ambientali”.
(Fonte: "Current cancer profiles of the Italian regions", A.Micheli, S.Francisci, P.Baili, R. De Angelis - ISS, INT, ISTAT - 2008)
  

A conclusione di questa breve rassegna di interventi sul monitoraggio ambientale, sorge una inevitabile domanda:
Ma “le attività” petrolifere possono provocare il cancro?
Gli Amministratori Regionali alla conferenza stampa dell’11 Febbraio u.s. rassicurano i cittadini della Val d’Agri:
“Alla luce di quanto si sa, non c’è nulla che metta in relazione la ricerca, l’estrazione e la prima lavorazione del greggio al Centro Olio con l’eventuale diffusione oncologica nell’area”.
“L’Assessore all’Ambiente, Vincenzo Santochirico assicura che nonostante i ritardi nella realizzazione della rete (dieci anni, dal 1999) non c’è stato un vuoto di controlli”.
(Fonte: Il Quotidiano della Basilicata del 12 febbraio 2009)
 
Quelli come noi che hanno voluto dare un contributo serio alla discussione e che non hanno esitato ad evidenziare un effettivo aumento delle neoplasie in Basilicata, sono stati tacciati di “pressappochismo e disinformazione” oltre a seminare “terrorismo psicologico”.
Questo “approccio” non ci porta da nessuna parte; tutti siamo chiamati ad assumerci le proprie responsabilità, ognuno per quello che gli compete, per affrontare in modo serio, esauriente, franco e - per quanto possibile scientifico - la relazione tra estrazione petrolifera ed aumento dei tumori.
E’ ovvio che questo non significa, nella maniera più assoluta, che tutti i tumori derivino dalle emissioni di questa particolare attività industriale, ma è altrettanto ovvio e normale che ogni cittadino si chieda come mai questo accada e che è giunto il momento di non mettere la testa sotto la sabbia pensando di esorcizzare il “problema”.
 
Lasciamo perciò ad ognuno di voi, le proprie considerazioni.

 

 

   

Come vorremmo che fosse la nostra Valle

 

 

 

 

Pagine precedenti:

1) CRONISTORIA DELL'ESTRAZIONE PETROLIFERA IN BASILICATA

2) L'ESTRAZIONE E LA LAVORAZIONE

3) EFFETTI SULLA SALUTE UMANA

4) INCIDENTI CONNESSI ALL'ATTIVITA' DI ESTRAZIONE PETROLIFERA

5) COMMENTI ED OPINIONI SUI RISCHI DELL'ESTRAZIONE

6) INQUINAMENTO

Pagina attuale: 7) IL MONITORAGGIO AMBIENTALE : RISULTATI E PROSPETTIVE 



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